artperformingfestival 3° edizione / Mostre

Experimental art tour artperformingfestival 2018

Minervino (Lecce)

Inaugurazione 5 maggio 2018 ore 19,30
dal 5 maggio al 30 settembre 2018

Palazzo Scarciglia – Dimora d’Epoca

Via Giuseppina Scarciglia, 14, 73027 Minervino di Lecce

a cura di Gianni Nappa e Pantaleo Musarò

artperformingfestival si trasferisce da Napoli (edizioni 2016/2017) nel Salento.

Nulla è come appare – performance di Massimiliano Manieri e Simona Schirinzi

5 maggio 2018 ore 20,30 Palazzo Scarciglia

 

sul web:

Experimental art tour artperformingfestival 2018

artperformingfestival presenta

experimental rooms

a cura di Gianni Nappa e Pantaleo Musarò

Palazzo Di Lorenzo, Via Mory 1, Galatina (LE).

24 giugno – 10 luglio 2018

La sperimentazione visiva dalla fotografia, alla performance, la body-art, l’assemblage, la video art, l’happening, la land art sono dalla seconda metà del XX secolo una nuova determinazione dell’arte visiva. Nel nuovo scenario delle arti contemporanee le ultime tendenze digitali si stanno introducendo in un nuovo territorio dell’arte; aprendo nuove opportunità di fruizione e di consumo (dalle arti digitali alla fotografia digitale, dalla musica agli audiovisivi) . E’ in continuo superamento dell’arte contemporanea , e dal concettuale alla Op art dal 1965 ad oggi i territori della sperimentazione sono passati dal visuale e percettivo, alle opportunità digitali e di video art, dove l’interazione tra il “soggetto” e l’opera stessa sono in antitesi con l’”oggetto” dell’arte concreta, ma allo stesso tempo sono la successione della memoria critica.

Questa mostra presenta la semantica, che dalla sintassi ne formula un indice raggiungibile attraverso gli strumenti dell’attuale sistema. Quando Joseph Beuys disse: “non sono contro la scienza, ma contro la distinzione tra Arte e Scienza. Ho scritto una partitura in cui affermo che arte è uguale a uomo che è uguale a creatività che è uguale a scienza.” La rivoluzione quindi, di artisti che prendono coscienza della forza dell’arte, intesa appunto come creatività.

Artisti rivoluzionari che nel visivo tracciano l’unione tra scienza e arte. Exerimental rooms è un ipotesi di cammino verso la traccia semiotica e un passo deciso verso il futuro. L’uomo ha la sua possibilità nella libertà creativa, e quindi l’artista è l’artefice della rivoluzione.

Installazioni e opere di:

Franco G. Livera / Renata Petti e Rino Petrozziello / Gianni Colombo / Ivana Galli / Enrico De Maio / Iolanda Di Bonaventura / Carmen Carriero / Pantaleo Musarò / Angelo Guido

28/06/2018

Palazzo Marchesale Del Tufo – Museo MACMa – Matino (Le)

Installazioni di:

Silvia Morandi / Angelo Guido / Pantaleo Musarò /

performance di Gim Gwang Cheol e Park Kyeong Hwa #Logic Alchemy 1 # 2 # 3 #

Lecce

6/7 settembre 2018

performance e installazioni visive Leandro Summo

Leandro Summo, nato a Corato (Ba) nel 1990. Artista visivo che ha iniziato il suo percorso di ricerca e sperimentazione sin dal 2013 in contemporanea al percorso formativo presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. L’obiettivo è incentrato principalmente sullo sviluppo delle nuove tecnologie legate all’arte, specializzando i campi di applicazione in: realtà aumentata, video mapping indoor/outdoor, video art, a/v performance e installazioni interattive.
In altre parole, Studio Leandro Summo è l’incessante bisogno di comunicare, il desiderio di distruggere e ricostruire consueti metodi comunicativi oramai obsoleti. Nell’ “atto”, non è ammesso individuare confini tra spazio e tempo, tra autore e fruitore, tra musica e architettura ma teleologicamente giungere ad un’ esperienza percettiva unica: creare un superamento interattivo dell’espressività digitale nel quale soggetto, oggetto e la materialità della performance si fondono nel continuum di un multi-tasking estetico-sensoriale. Il processo, osmoticamente importante quanto il risultato dell’esperienza, realizza una sintesi che connette, facendo propria l’urgenza della lezione del minimalismo, gli elementi atomici dell’arte digitale, la luce, l’elettricità “bruta”, con le modalità mentali di produrre il visualizzare, l’ascoltare, il sentire tout court.
In maniera paradossale, viene così in luce l’elemento al contempo inquietante e rassicurante delle nuove tecnologie nell’arte: maggiore è l’incidenza dell’artificiale più si evidenzia che la pretesa naturalità della fruizione artistica si fonda su un imprescindibile elemento culturale. Culturale ergo squisitamente umano.”

http://www.leandrosummo.com