installazione in mostra

Terra Mia

Se molte artiste contemporanee hanno scelto di portarsi addosso la letteralità della violenza fisica e psicologica che pesa sulle donne, Laura Niola predilige invece un’idea di arte come funzione di trasformazione e di mutamento. Questa terra che è sempre al centro di tutto, punto d’esordio e di arrivo, vocazione e condanna, servita a cucchiaiate direttamente nella bocca di teste di gesso bianco (Terra mia), teste candide e immacolate costrette a ingozzarsi di terra che viene servita loro da una mano altrettanto candida e immacolata, ma perentoria, che emerge apparentemente dal nulla.

Questa terra che vincola e determina, che si getta a manciate sulle tombe dei parenti, che lega, libera, rafforza, impoverisce e arricchisce insieme. Oggi parlare di terra è desueto, si preferisce chiamare in causa l’identità, ma non c’è molta differenza; si tratta sempre di quel magma complesso e prezioso che fa di noi ciò che siamo e non potremmo non essere, nel bene e nel male, nel limite e nella differenza.

titolo: Terra Mia

anno: 2015

materiali: gesso e terra

mis. installazione: 3m x 2,50