28 luglio 2017 – Napoli Sotterranea Vico S.Anna di Palazzo

Mediterraneo

 

Performance   Giovanna D’Amico

La performance Mediterraneo è un’azione d’interazione sensoriale che nasce da una ricerca storico/sociale; è un percorso d’indagine sulle vicende che colpiscono il “Mediterraneus”, mare posto “ in mezzo alle terre”, di fondamentale importanza per i popoli e per il commercio.  Considerato un vero e proprio ponte, spesso vittima dell’uomo e teatro di tragedie.

“Mediterraneo” è un racconto “sulla pelle”, che mostra allo spettatore il vissuto di quelle acque e dell’uomo che cerca di attraversarle. L’azione si palesa come un rituale che mostra e denuncia, soffermandosi su due tragedie contemporanee: l’inquinamento, che rappresenta la prima causa dell’alterazione dei sistemi idrici, compromettendo la salute della flora e della fauna, fino agli uomini; le stragi dei migranti nel Mediterraneo, 3mila persone morte nei primi sei mesi dell’anno mentre cercavano di raggiungere l’Europa. I morti continuano e la performance “Mediterraneo” racconta ciò che accade adesso, mette lo spettatore davanti alla realtà, una realtà che “scorre”! nell’intento di risvegliare le coscienze. Il corpo protagonista dell’azione diviene il mezzo di visione; muta mostrando di volta in volta le realtà del vissuto marino e della nostra storia contemporanea; si sporca delle colpe e le restituisce allo spettatore.

Il suono che accompagna l’azione (viaggio visivo), definito anche “rumore bianco”, in realtà è una frequenza di suono che si sente come un sibilo leggero, simile al suono del fruscio del vento tra gli alberi, una cascata o le onde dell’oceano. Per usare una semplice analogia, il colore bianco contiene l’intero spettro di colori di luce; allo stesso modo il rumore bianco è creato utilizzando l’intero spettro di frequenze che l’orecchio umano può udire. Questo suono non è altro che il suono del mare. Nell’azione il suono del mare viene alterato.

L’alterazione, che consiste nel rallentare e aumentare la velocità di battuta, fa venir fuori una strana melodia quasi si riesce a sentire un suono simile a quello di un pianoforte; l’alternarsi delle velocità del suono del mare accompagna il rituale dando  potenza all’azione.

La performance mediterraneo si pone come denuncia, ma allo stesso tempo indaga attraverso il racconto visivo su diverse tematiche: uomo /natura uomo/società. Il corpo diviene mezzo di ricerca e deposito di scoperta.

D’Amico Giovanna

nasce a Caserta il 22 Luglio del’82 intraprende studi artistici presso l’Istituto Statale D’arte di San Leucio (CE), In seguito si trasferisce a Napoli, studia presso l’Accademia di belle arti di Napoli , presentando la sua prima azione performativa “Inside out my soul” come tesi con la quale raggiunge il massimo dei voti, conclude gli studi accademici conseguendo il biennio di specializzazione in scultura anche qui conclude il percorso, con il massimo dei voti presentando una nuova performance “Rinascita”, relatrice della tesi Aurora Spinosa. L’artista espone per la prima volta nel 2003 presentando alla collettività, in collaborazione con il gruppo Zoone e le politiche sociali, opere pittoriche e scultoree dalla forte presenza materica, per anni la D’Amico lavora con sabbia gesso e assemblando materiali mescolando la pittura alla scultura. Nel 2007 si avvicina alle azioni performative, non allontanandosi dalla materia, fa ricerche presso la Fondazione Morra di Napoli, realizza una serie di azioni che presenterà nei vari eventi a cui sarà invitata. Il corpo e il gesto divengono mezzo fondamentali di trasmissione e azione di denuncia sociale, La D’Amico affronta l’arte nelle sue mille sfaccettature, sperimenta con materiali poveri, installa creando mondi alternativi o metaforizzando la realtà. L’artista oggi è attiva sul territorio nazionale e all’estero. Attualmente è docente a Parma.