Hic est sanguis meus – Il sangue delle donne

Il ciclo mestruale, considerato sempre simbolo dell’impurità femminile e, di conseguenza, elemento di discriminazione di genere, è divenuto nei tempi odierni un segno distintivo e assertivo dell’identità femminile, nonché vessillo di lotta dei movimenti femministi. Tanto che un filone della letteratura femminile contemporanea è definita dalla critica con l’epiteto “mestruale”.

 “Al sopraggiungere di una donna che ha le mestruazioni il mosto inacidisce; al suo contatto le messi divengono sterili; muoiono gli innesti, bruciano i germogli dei giardini, cadono i frutti degli alberi presso cui la donna si è fermata; al suo solo sguardo, la lucentezza degli specchi si appanna” …

“e ancora oggi, la donna ispira orrore all’uomo; è l’orrore della propria contingenza carnale ch’egli proietta su di lei. Dal giorno in cui diventa capace di generare, la donna è impura”, nella Bibbia del femminismo la filosofa, scrittrice e militante Simone de Beauvoir afferma “non basterebbe assimilare tale estesissima ripugnanza a quella che in ogni caso suscita il sangue; certo, il sangue è un elemento sacro in sé, penetrato più d’ogni altro dal mana misterioso che è insieme vita e morte” ed incalza, “i poteri malefici del sangue mestruale sono più singolari. Esso incarna l’essenza di ciò che è femminile. Si crede che durante questo periodo la donna sia posseduta da un demone e carica di un pericoloso potere. Frutto di oscure alchimie interne, l’em

orragia periodica di cui soffre la donna è stranamente connessa al ciclo della luna; anche la luna va soggetta a pericolosi capricci”[1].

Ed anche nella Bibbia si afferma lo stato di contaminazione e di impurità della donna: ecco perché, tra i numerosi tabù che la affliggono, il più rigoroso e squalificante è il divieto di contatti sessuali. Al riguardo per esempio prescrive Levitico 15. 19-31: «Quando una donna abbia flusso di sangue, cioè il flusso nel suo corpo, per sette giorni resterà nell’impurità mestruale; chiunque la toccherà sarà impuro fino alla sera. Ogni giaciglio sul quale si sarà messa a dormire sarà impuro; ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà impuro. Chiunque toccherà il suo giaciglio, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà impuro fino alla sera”.

Ogni uomo è nato da un ventre sanguinante, libero da tabù il corpo emoziona. E’ questa una riconciliazione, un ricongiungimento dell’identità maschile e femminile. Con curiosità, con sguardo mistico, erotico e puro, l’uomo incontra la materia di cui è fatto e dalla quale è nato.

 

Titolo: Hic est sanguis meus – Il sangue delle donne

Direzione: Paola Daniele

Produzione/montaggio: Konstantin Lunarine

Anno di realizzazione: 2016

Luogo di realizzazione: Parigi

Performer: Konstantin Lunarine

Musiche originali: Konstantin Lunarine

Paola Daniele nazionalità italiana

Konstantin Lunarine nazionalità ukraina

Paese di residenza: Francia

Durée : 0:06:25

Taille des données : 490.94 Mo

Pistes vidéo :

AVC Coding, 1920 × 1080, 24 fps, 10.38 Mbps

Pistes audio :

Audio MPEG-4 stereo, 48 kHz, 317 kbps

 

Paola Daniele

16, rue de Domrémy

75013 Paris –France

paoladaniele76@gmail.com

 

+33(0)609432981

dolceredenzione.com

hicestsanguismeus.com

lunarine.com

 

Biografia

Paola Daniele nasce a Cosenza il 07 novembre 1976.

Si forma come danzatrice contemporanea (tecnica Nikolais) e si perfeziona attraverso master e seminari con Raffaella Giordano, Carolyn Carlson, Giorgio Rossi, Alain Platel, Domique e Francoise Dupuy, Michele Abbondanza, Eugenio Barba Michele Di Stefano, Ziya Azazi, Geraldine Pilgrim (site specific composition). Studia tecniche di emissione vocale con Chiara Guidi, Societas Raffaello Sanzio in Italia, e con Enrique Pardo e Linda Wise, al Centro Roy Hart Theatre Internazional a Parigi.

Dopo varie esperienze di creazione collettiva, dal 2005 è cofondatrice dell’associazione artistica Noctu con Tommaso Muto – regista e compositore di musica elettronica – con il quale collabora come coreografa, autrice e danzatrice per varie produzioni.

Nel 2010 si trasferisce a Parigi ed è autrice di progetti di teatro-danza, performance ed arti pastiche.

Attratta e ispirata da sempre dall’universo femminile, affascinata dal corpo umano e dalla sue molteplici identità e declinazioni, dal 2013 conduce una ricerca sul sangue delle donne. Fonda così il collettivo Hic Est Sanguis Meus, riunendo artisti eterogenei e di diverse nazionalità che operano sul – e ispirati dal – tema del sangue mestruale.

Dal 2015 collabora attivamente con il musicista elettroacustico, performer e video maker Konstantin Lunarine.

“L’autore di quest’esplorazione dell’universo della donna ed il suo sangue è un’artista visiva e  danzatrice calabrese, Paola Daniele. Artista, italiana e donna. Tre elementi essenziali. Artista per immaginare la forma da dare alla sua ricerca e circondarsi di un collettivo di creatori di talento. Italiana, nata in una regione del sud Italia che ancora di recente pratica i filtri e le pozioni d’amore con il sangue mestruale. E donna, infine e prima di tutto, per interrogarsi sulla sua identità e quella delle sue sorelle attraverso questa “indisposizione”, abitualmente dissimulata attraverso la pubblicità. Risultato: un tuffo in rosso attraverso cinquanta opere presentate, film, poesie, dipinti e altro, provenienti da vari paesi”.  Isabelle Soler – Giornalista TV5 Monde

 

 

[1] S. de Beauvoir, Il secondo sesso. Trad. it. di R. Cantini – M. Andreose, Milano 1984