olio e mista su tela cm. 100 x 200

Raffaele Miscione

Una predisposizione fin da giovane età ai rapporti cromatici e ad una visione della pittura che sapesse emozionare, e riuscire a far assaporare anche la qualità della tecnica, figlia sia degli studi artistici che per quella naturale predisposizione che in definitiva supporta anche gli slanci verso un genere come l’astratto e l’informale che Miscione propone a se e gli altri, con maestria consolidata ma soprattutto con uno slancio poetico di luce e materie che giocano in un abbraccio di materie diverse che vanno a comporre la stesura delle opere che propone. I tanti periodi in cui i colori hanno posto tante diverse scelte non solo cromatiche ma anche di sensazioni forti dell’artista nell’affrontare la vita e le sue creazioni. C’è qualcosa di riconoscibile sempre nell’opera di Miscione ed è la luce, la forza di una sintesi che l’artista riesce a convogliare come energia pulsante tra le materie. Ora i bianchi, ora i blu, i rossi, le ocre e le terre sono tutte una parte di concertazione cromatica che suona agli occhi, e danno allo spettatore una tranquillità e offrono un viaggio all’infinito che le opere rappresentano come finestre del mondo interiore. Opere per affermare ancora una volta che la capacità e il grande equilibrio che l’artista propone sono un viatico per compratori esigenti, ma allo stesso tempo sensibili verso la capacità di sentire per cromie. Coglierne gli accenti e le sfumature che pure sono costante nell’operare dell’artista napoletano, sempre proteso verso l’infinito bello, che rappresenti la capacità di vedere oltre il reale, di saper costruire materie pensanti, di saper emozionare con cromie ed equilibrio. Una energia che si sprigiona dalle opere di Miscione e per lo spettatore è  per chi ama la pittura e non  solo, non è quello di cercare la presenza come gioco di società, ma di comprendere anche il lavoro di un artista proteso sempre verso una migliore definizione della sua pittura e cifra stilistica. In anni in cui si sta perdendo la capacità di approfondimento per i social che spingono verso un rapido scorrere di immagini e veloci contenuti scritti, ci pare doveroso fermarsi e dar atto che la pittura è frutto di tanta ricerca e applicazione concretamente legata anche agli aspetti tecnici di realizzazione, alla scelta dei materiali, delle tele stesse, in funzione poi di una stesura materica, che trae vita dalla lunga esperienza maturata in anni mdi sperimentazioni continue da parte dell’artista. Tante mostre realizzate negli anni a precisare anche una crescita umana e artistica che non può prescindere dalle esperienze che sia sotto il profilo umano e sia come personale bagaglio, Miscione pone come “unicum” di un fare arte che per lui è professione, non diletto vacuo; una applicazione che lo spinge sempre più a sondare non solo il dato qualitativo tecnico, ma anche a cogliere gli aspetti che la richiesta del mercato pongono come dato attuale, e quindi una capacità di saper individuare anche le criticità di una società contemporanea che sono parte integrante della sua ultima produzione, senza mai allontanarsi da un forte approccio tonale equilibrato e vibrante nelle luci di un Meditarraneo che è sua terra e sua culla, e che l’artista riesce a coniugare con i suoi temi, le sue sensazioni, i suoi sentimenti, che sempre in forma di materie e cromie, esaltano il dato generale della composizione con slanci e forze dinamiche che sa coniugare con grande bravura. Non si può approcciare il lavora di questo artista senza aprire prima la propria mente verso l’accoglimento di sensazioni e memorie che seppur personali, sono il tessuto intrinseco delle strutturazioni di materie e materiali che l’artista compie come percorso della sua identità, che riesce però, a far divenire lo spettatore suo interlocutore privilegiato nel “riconoscere” attraverso gli elementi la storia di memorie collettive, di una mondo fatto anche di tramonti a Ischia, sua isola amata, e di cartoline di saluti persi nelle pieghe del novecento, come dato di un approccio sensibile e volutamente identitario del suo lavoro.

 

Gianni Nappa

21/5/2017 Napoli